Descrizione
L’obiettivo di san Fozio il Grande, patriarca di Costantinopoli dall’858 all’867 e poi dall’877 all’886, è stato salvaguardare la Tradizione ortodossa dalle derive teologiche apparse in Occidente sotto il dominio dei Franchi.
I cattolici romani considerano come VIII concilio ecumenico il concilio che si svolse a Costantinopoli nell’869-870, che assicurò la condanna di Fozio. Esso è stato chiamato “concilio di Ignazio” perché ripristinò Ignazio sul trono patriarcale. Tuttavia è stato ampiamente confermato che questo concilio di Ignazio fu respinto da un altro concilio di Costantinopoli, firmato sia da orientali sia da occidentali, che si svolse esattamente dieci anni dopo, nell’879-880, e che è noto come “sinodo di Fozio”, perché assolse e ristabilì sul trono di Costantinopoli san Fozio.
Johann Meyer – autore di uno studio molto dettagliato sul concilio di Costantinopoli dell’879-880 – ha sottolineato che i canonisti cattolici romani hanno fatto riferimento per la prima volta al loro VIII concilio ecumenico (di Ignazio) solo all’inizio del XII secolo. Allineandosi a Dvornik e ad altri, Meyer ha inoltre chiarito che questo è stato fatto di proposito, perché questi canonisti avevano allora bisogno del canone 22 di quel concilio. Ma «questo concilio era stato annullato da un altro, quello di Fozio dell’879-880, i cui atti erano anch’essi conservati negli archivi papali». In seguito i cattolici romani hanno chiamato il concilio di Fozio “lo pseudo-ottavo concilio ecumenico” (Conciliabulum Oecumenicum Pseudooctavum), riconoscendo quindi che è effettivamente esistito un altro VIII concilio.







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