Descrizione
Il nome del movimento dei Kollivades era derisorio e fu dato dagli oppositori. Deriva dalla parola greca “kollyva”, che significa “coliva”, un piatto a base di grano bollito utilizzato per la celebrazione delle funzioni commemorative. I sostenitori di questo movimento erano monaci athoniti che insistevano sul fatto che le funzioni commemorative non si dovessero tenere di domenica, che è il giorno della resurrezione di Cristo, ma di sabato, che è il giorno abituale per commemorare i defunti. Strettamente aderenti alla Sacra Tradizione, questi monaci difesero anche l’importanza della vita contemplativa e del ricevere frequentemente la Santa Comunione. I capi erano Neofito Kavsokalyvites (1713-1784), san Macario di Corinto (1731-1805), san Nicodemo l’Aghiorita (1749-1809) e sant’Atanasio di Paro (1722-1813).
Νel 1776 fu convocato un sinodo a Costantinopoli, sotto il patriarca Sofronio II, a cui presero parte il patriarca di Gerusalemme e altri sedici prelati. I partecipanti dichiararono che le funzioni commemorative potessero essere tenute sia di sabato sia di domenica e che la questione non sarebbe stata discussa ulteriormente. In questo sinodo furono scomunicati molti membri del movimento dei Kollivades (più tardi la scomunica fu tolta). Come reazione a questa ingiusta scomunica i Kollivades pubblicarono una raccolta di testi ascetici e mistici dei padri (la Filocalia) e i canoni della Chiesa Ortodossa (il Pidalion). Si batterono per un rinnovamento della Chiesa, volendo risvegliarla dal letargo spirituale in cui era caduta a causa dell’allontanamento dalla Tradizione ortodossa e dell’avvento di Illuminismo e progressismo.







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