FONTE:
https://patriarchia.ru/article/118018
Chiesa ortodossa russa — Sito ufficiale del Patriarcato di Mosca
A Roma si è tenuta la presentazione del libro «Ecclesiologia ortodossa e scisma in Ucraina»
Il 24 ottobre 2025, a Roma, si è svolta una tavola rotonda dedicata al tema dell’unità ecclesiale e la presentazione del libro «Ecclesiologia ortodossa e scisma in Ucraina», scritto da un gruppo di autori greci.
Alla tavola rotonda hanno partecipato relatori provenienti da Russia, Italia e Grecia, inclusi rappresentanti del Monte Athos. Tra essi gli autori dei vari capitoli del libro: Georgios Karalis, Vassilios Touloumtsis e il monaco Paisios Kareotis, nonché Georgios Tramboulis, direttore della casa editrice Orthodoxos typos (“Stampa ortodossa”). La Chiesa ortodossa russa era rappresentata dall’igumeno Dionysij (Shlenov), priore del monastero stavropigiale di Sant’Andrea a Mosca, direttore della Biblioteca Sinodale e responsabile del dottorato dell’Accademia Teologica di Mosca, che ha partecipato all’evento in videoconferenza. Moderatore della tavola rotonda è stato Nicolò Ghigi, dottorando dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Durante l’incontro è stato affrontato uno dei temi più attuali del mondo ortodosso contemporaneo: la questione del primato nella Chiesa, così come viene teorizzata e praticata dal patriarcato di Costantinopoli. Tale problematica ha condotto a conseguenze difficilmente superabili, provocando divisioni nel mondo ortodosso.
Dopo il riconoscimento anticanonico da parte del patriarca Bartolomeo di due denominazioni scismatiche ucraine come “Chiesa ufficiale del Paese”, la teoria del primato è stata applicata con crescente enfasi. Le sue radici si rintracciano già negli anni ’90, al tempo della controversia ecclesiastica estone. Oggi la realizzazione di tale teoria su uno sfondo geopolitico complesso ha portato a risultati inaccettabili dal punto di vista della dottrina canonica e dogmatica ortodossa — in particolare nella triadologia e nella cristologia.
Il conflitto, ormai, supera i confini di un singolo Paese e coinvolge tutte le Chiese ortodosse locali, complicando i meccanismi consolidati del dialogo intercristiano e interreligioso.
Nel corso della tavola rotonda sono state presentate numerose relazioni su temi di attualità.
Vassilios Touloumtsis (Grecia), specialista in Teologia e Diritto canonico del VII Concilio Ecumenico, ha presentato la relazione «Aspetti canonici dell’economia ecclesiastica», sostenendo l’impossibilità per il patriarca Bartolomeo di “ristabilire” gli scismatici ucraini privi di ordinazione canonica. L’analogia con l’economia applicata dal VII Concilio Ecumenico è impropria, poiché alcuni dei restaurati (tra cui il cosiddetto “metropolita” Epifanij Dumenko) non avevano mai ricevuto un vero sacerdozio.
Il monaco Paisios Kareotis (Monte Athos) ha esposto la relazione «Osservazioni critiche sul movimento ecumenico», analizzando lo sviluppo progressivo di un paradigma liberale che ha sostituito quello tradizionale dell’esistenza delle confessioni cristiane: dapprima negli Stati Uniti tra le Chiese protestanti, poi nelle principali denominazioni europee. In tale quadro, si chiarisce il ruolo del patriarcato di Costantinopoli come veicolo d’introduzione di tendenze liberali nel mondo ortodosso tradizionale.
Proseguendo sul tema, Georgios Tramboulis (Grecia) ha presentato la relazione «Il patriarcato di Costantinopoli sotto il controllo della diplomazia americana», che ha ripercorso la storia del patriarcato dopo la Seconda guerra mondiale. Egli ha ricordato che nel 1948 il patriarca Massimo fu deposto per la sua non conformità agli orientamenti statunitensi e sostituito da Atenagora, precursore ideologico di Bartolomeo. La conferenza pan-ortodossa di Mosca del 1948 è stata valutata nel suo intervento come una vera opposizione all’ideologia distruttiva del liberalismo.
Durante la tavola rotonda si è sottolineato che «oggi il patriarcato, controllando solo l’ubicazione del Fanar e di Santa Sofia (ormai non più chiesa), è divenuto un Vaticano d’Oriente, cercando di esercitare, tramite canoni e appelli inesistenti, un controllo su tutta la Chiesa Ortodossa. Il desiderio del Patriarca di essere un “papa d’Oriente” ricorda la sua posizione nell’Impero Ottomano, con la differenza che l’attuale “sultano” è il presidente degli Stati Uniti».
L’igumeno Dionysij (Shlenov) ha presentato la relazione «I principali postulati della teoria del primato del patriarca di Costantinopoli e la loro critica», nella quale ha confutato otto postulati fondamentali della teoria del primato che, secondo lui, «ha finito per compromettere l’unità dell’Ortodossia universale».
Questi postulati includono quanto segue:
- Il patriarcato di Costantinopoli ha un carattere universale, a differenza delle Chiese locali, ciascuna delle quali ha determinati confini.
- Il patriarca di Costantinopoli ricevette i diritti giudiziari e amministrativi dei papi romani.
- Il patriarca di Costantinopoli ha il diritto di suprema autorità giudiziaria (massima istanza).
- Solo il patriarca di Costantinopoli può concedere l’autocefalia.
- Solo il patriarca di Costantinopoli ha il diritto di governare la diaspora mondiale.
- Solo il patriarca di Costantinopoli può convocare un’assemblea dei primati o un concilio ecumenico.
- Il patriarcato di Costantinopoli è il capo o la madre delle Chiese da esso create.
- L’istituzione del primato si identifica con l’unità della Chiesa.
La teoria del primato è considerata a priori dai suoi sostenitori come vera, generalmente accettata e giusta. Tuttavia le prove utilizzate a suo sostegno si dimostrano non solo imperfette, ma anche false. I postulati della teoria del primato sono incoerenti con la tradizione della Chiesa e non sono supportati dal diritto canonico, dalla storia della Chiesa e dalla teologia; anzi, sono in netto conflitto con essi. Di conseguenza vari ambiti della dottrina risultano distorti, principalmente la triadologia e l’ecclesiologia. La teoria del primato contraddice profondamente i principi generalmente accettati dell’ecclesiologia conciliare, comune in tutto il mondo dell’Ortodossia tradizionale. Inoltre alcuni fatti a favore del primato tratti dalla storia della Chiesa o dal diritto canonico sono meramente situazionali; la loro autorità non si estende ai giorni nostri.
Il principale organizzatore della presentazione e coautore dell’opera, Georgios Karalis, nella relazione «L’ecclesiologia del primato», ha illustrato le deviazioni teologiche che emergono nella discussione sul primato, in particolare le distorsioni nella triadologia e nell’ecclesiologia.
Mentre la triadologia ortodossa insegna che Dio è unico nella natura e trino nelle ipostasi, nella scuola teologica di Parigi (XX sec.) si è sviluppata una tendenza a privilegiare l’aspetto personale sulla natura. Sotto la sua influenza, il metropolita Giovanni Zizioulas di Pergamo ha proposto la dottrina della “monarchia del Padre”, che attribuisce priorità alla prima Persona rispetto alle altre, con echi di Arianesimo. Tale triadologia deformata ha fornito la base per un’ecclesiologia funzionale alla teoria del primato.
Zizioulas l’aveva inizialmente mutuata dal teologo cattolico Henri de Lubac, trasferendola poi nel campo ortodosso, in contrasto con la teologia dei padri. Così, il patriarca di Costantinopoli diventa non più “il primo tra pari”, ma “il primo senza pari”.
Le relazioni presentate alla tavola rotonda hanno rispecchiato in sintesi il contenuto del libro «Ecclesiologia ortodossa».
Alla fine dell’incontro è stato presentato anche il volume dell’igumeno Dionysij (Shlenov) «In difesa della struttura conciliare della Chiesa: la teoria del primato del patriarca di Costantinopoli e la sua critica», pubblicato dal monastero stavropigiale di Sant’Andrea di Mosca in collaborazione con l’Accademia Teologica di Mosca. È prevista la traduzione del libro in altre lingue, fra cui l’italiano.
La teoria del primato, nella sua attuale applicazione, è giunta troppo lontano. La sua analisi critica è necessaria per ricostruire meccanismi di unità ecclesiale fondati sulla verità. Purtroppo la divisione del mondo ortodosso a causa della questione ecclesiale ucraina continua ad aggravarsi, senza prospettive di soluzione. Il patriarcato di Costantinopoli, forte dei propri mezzi e risorse mediatiche, mira a consolidare e a far riconoscere universalmente la propria teoria del primato.
Nel corso dell’evento è stata espressa la posizione della maggioranza dei fedeli del mondo greco-ortodosso, che non condividono un primato eccessivo e contrario alla tradizione della Chiesa. È stato sottolineato il valore di questo incontro come spazio di dialogo costruttivo tra i rappresentanti dell’Ortodossia in Grecia e in Russia.
Indice del libro (prossimamente in russo)
Karalis G., L’ecclesiologia del primato
Kapsaliotis E. e Kareotis P., La posizione del Monte Athos
Kapsaliotis E. e Kareotis P., La distruzione dell’autocefalia
Kapsaliotis E. e Kareotis P., La persona chiave del concilio di Creta
Kapsaliotis E. e Kareotis P., Critica dei testi finali del concilio di Creta / 1
Karalis G., Critica dei testi finali del concilio di Creta / 2
Touloumtsis V., La dimensione ecclesiologica della regola pasquale
Touloumtsis V., Il VII concilio ecumenico, Voulismas e le moderne interpretazioni
Touloumtsis V., Ordinazioni eseguite da eretici
Touloumtsis V., Il non consacrato Ozia e il mistero del Sacerdozio
LIBRO:
https://theosiseditrice.com/libro/ecclesiologia-ortodossa-e-scisma-in-ucraina/


Rispondi