FONTE:
https://uoj.news/news/conference-in-belgrade-examines-modern-ecumenism-and-orthodox-identity/
Union of Orthodox Journalists USA
UOJ – USA uoj.news
Una conferenza a Belgrado esamina l’ecumenismo moderno e l’identità ortodossa
16 luglio, ore 12:45
Autore: Tobias Straney
Studiosi e analisti ortodossi provenienti da quattro Paesi si sono riuniti a Belgrado per discutere le dimensioni teologiche e geopolitiche dell’ecumenismo moderno.
BELGRADO — Il 30 giugno 2026, presso il Centro stampa dell’Associazione dei giornalisti della Serbia, si è tenuta una conferenza internazionale dedicata all’analisi dei processi ecumenici contemporanei da prospettive teologiche, canoniche e geopolitiche. L’evento, intitolato “L’ecumenismo tra dialogo e strumentalizzazione politica – Riflessioni teologiche e analitiche sui processi ecumenici contemporanei”, è stato organizzato dal Consiglio internazionale per la tutela dell’ordine canonico ortodosso presso il Center for Geostrategic Studies, in collaborazione con la casa editrice teologica ortodossa italiana Theosis Editrice.
L’incontro ha riunito teologi, professori, ricercatori e personalità pubbliche provenienti da Serbia, Russia, Grecia e Italia, per discutere il rapporto tra la tradizione ortodossa, il dialogo intercristiano e gli sviluppi politici contemporanei. I relatori hanno affrontato questioni riguardanti l’ecclesiologia, il significato del primato, il ruolo delle istituzioni religiose nelle relazioni internazionali e le sfide che interessano l’unità ortodossa.
L’archimandrita Dionysios Shlenov dell’Accademia Teologica di Mosca ha aperto la conferenza con un intervento dal titolo “La Chiesa Madre e la deformazione dell’ecclesiologia conciliare”. Egli ha sostenuto che, nella tradizione patristica, l’espressione «Chiesa Madre» si riferisce principalmente alla Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, e non a una singola Chiesa locale dotata di autorità sulle altre. Ha concluso affermando che «il primato non è un potere mondano, la maternità non è dominio e l’unità della Chiesa si fonda su Cristo quale suo unico capo».
La direttrice del Center for Geostrategic Studies, Dragana Trifković, ha esaminato l’intersezione tra ecumenismo e geopolitica, sostenendo che il dialogo religioso può intrecciarsi con interessi politici. Ha indicato la crisi ecclesiastica ucraina come esempio del modo in cui controversie canoniche, considerazioni politiche e dinamiche internazionali possono sovrapporsi.
Anche i rappresentanti provenienti dalla Grecia e dall’Italia hanno presentato valutazioni critiche degli sviluppi ecumenici contemporanei. Olimpia Fronzoni di Theosis Editrice è intervenuta sull’importanza di preservare l’autorità patristica nella tradizione dogmatica ortodossa, mentre il teologo Georgios Tramboulis ha affrontato le preoccupazioni relative alle interpretazioni del primato e dell’autorità ecclesiastica associate al patriarcato ecumenico di Costantinopoli.
Gli altri relatori hanno affrontato temi quali le radici storiche dell’ecumenismo, la situazione ecclesiastica ucraina, il rapporto tra tolleranza religiosa e concordanza teologica e la presunta influenza degli obiettivi politici sulle questioni ecclesiastiche. Il monaco Paisios Kareotis, della Cella dei Santi Arcangeli a Karyes, sul Monte Athos, ha sottolineato che il dialogo ortodosso deve rimanere fondato sulla fedeltà alla tradizione patristica e alla confessione della fede.
La conferenza si è conclusa con l’affermazione, da parte dei partecipanti, che l’ecumenismo contemporaneo non comprende soltanto questioni teologiche, ma anche considerazioni storiche, canoniche e geopolitiche. Gli organizzatori hanno auspicato la prosecuzione del dibattito accademico sulle sfide che il Cristianesimo ortodosso deve affrontare nel mondo moderno.
In precedenza, UOJ aveva riferito che il Comitato per il dialogo cattolico-ortodosso si era riunito in Ungheria.


Rispondi