Descrizione
Per la teologia postmoderna l’uomo è stato creato da Dio come un individuo che tramite l’ascesi deve superare la necessità della sua natura per diventare persona, principio ipostatico, essere aperto che ama tutti creando una rete di rapporti personali, pensando che questa sia l’immagine del Dio trinitario. L’uomo deve banalmente sviluppare un amore aperto a tutte le persone, indipendentemente dallo stato in cui si trovano, dalla nazione in cui vivono e dalla fede che professano. Un amore personalistico che oltrepassa la natura e la rifiuta, che oltrepassa il maschile, il femminile e gli orientamenti sessuali, che oltrepassa tutto ciò che la natura esprime, una necessità che deve essere abolita da un semplice “vogliamoci bene fratelli”, al di là anche della fede in Cristo, in quanto anch’essa esprime una necessità che l’epoca moderna non desidera.
I padri della Chiesa, invece, non parlavano molto di amore, perché sapevano che l’amore umano, il semplice voler bene, non può imitare e comprendere l’amore di Dio, che ama tutti senza reciprocità, perché è naturalmente amore, un amore che non cerca il proprio interesse. Per i padri l’uomo deve liberarsi dalle proprie passioni, da ogni legame con il peccato, anche dagli stessi parenti, per poter vivere un amore che non cerca il proprio interesse, cioè che spinge ad amare anche quelli che ci sopraffanno, torturano o spalancano le porte dell’inferno. Amare senza perché, senza aspettare nulla in cambio, amare naturalmente proprio come Dio ama gli esseri umani senza che loro rispondano o meritino il Suo amore. Un amore che Lo ha spinto a innalzarsi nudo in mezzo alla Terra in un abbraccio che comprende anche tutti quelli che Lo hanno inchiodato alla croce. L’amore dello Sposo della Chiesa, che ama follemente l’umanità al di là di ogni merito e che sacrifica la Sua vita per poter donare all’uomo l’immortalità.
L’uomo purificato dalle passioni sale sulla croce per amore di quelli che condividono la sua stessa natura, cioè tutti gli uomini. Non si tratta di un rapporto personale sociologico, di un semplice “vogliamoci bene” che, abolendo la natura, ha come scopo la creazione di una società perfetta.
La conoscenza dell’ascesi patristica allontana l’uomo dalle teorie della società perfetta basata sul “vogliamoci bene fratelli”, e lo proietta a imitare la follia di Dio.







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